Oggi a Genova 

Bollette da paura: gas +94%, elettricità +131% rispetto al 1º trimestre dello scorso anno

A lanciare l’allarme è l’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente. A pesare i prezzi all’ingrosso. Tariffe ormai insostenibili per le famiglie e le imprese

«Pur con gli interventi straordinari da parte del Governo, nel primo trimestre 2022 sul primo trimestre 2021 si è registrato un aumento del 131% per il cliente domestico tipo di energia elettrica (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh, tasse incluse) e del 94% per quello del gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse)» ha spiegato l’Arera in audizione al Senato aggiungendo che «l’impennata dei prezzi all’ingrosso dell’energia nel 2021, nel periodo gennaio-dicembre 2021 è stato del +500% per il gas e del +400% per l’energia elettrica» ed è ricaduta sui prezzi a partire dal secondo semestre 2021.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) svolge attività di regolazione e controllo nei settori dell’energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del telecalore.

Istituita con la legge n. 481 del 1995, è un’autorità amministrativa indipendente che opera per garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza nei servizi di pubblica utilità e tutelare gli interessi di utenti e consumatori. Funzioni svolte armonizzando gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti i servizi con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse.

Arera esercita attività consultiva e di segnalazione al Governo e al Parlamento nelle materie di propria competenza, anche ai fini della definizione, del recepimento e della attuazione della normativa comunitaria.

Le risorse per il suo funzionamento non provengono dal bilancio dello Stato ma da un contributo sui ricavi degli operatori regolati.

È un organo collegiale composto dal Presidente e da quattro componenti nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta dei ministri competenti e con il parere favorevole di almeno due terzi dei componenti delle competenti commissioni parlamentari. Presidente e componenti restano in carica per sette anni e non sono rinnovabili.

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